Studio di architettura Ortu e Pillola Associati

CONSOLIDAMENTO DI UN ELEMENTO D'ANGOLO TRA DUE MURATURE


Il collegamento tra la muratura in mattoni di terra cruda (ladiri) e le parti di muratura in mattoni, pietra o altro materiale, se non bene eseguito, da sempre problemi che in qualche caso, come questo illustrato, se trascurati, possono portare al collasso della struttura.
Nel caso in esame infatti l’elemento d’angolo tra la muratura di facciata e la muratura trasversale di confine era gravemente danneggiato, al punto da richiedere un intervento provvisorio e urgente per evitare un possibile crollo. Le murature ortogonali erano entrambe realizzate in muratura, anche se probabilmente in tempi diversi, almeno per quanto riguarda il piano terra, e prive di ammorsamento reciproco.
La muratura longitudinale (di facciata) anticamente proseguiva molto probabilmente oltre il limite di confine attuale. Come si può vedere dalla foto la parte oltre il confine è stata demolita senza prestare molta cura alla tenuta statica della parte rimanente. L’elemento d’angolo era realizzato con materiali disomogenei: blocchi di pietra misti a mattoni di terra cruda nella parte inferiore, fino a circa due metri di altezza, mattoni di terra cruda nella parte superiore, nascosti da un paramento murario in mattoni cotti, privo di qualunque collegamento con la muratura in terra retrostante. La muratura trasversale presentava diversi difetti costruttivi, in particolar modo al piano terra:

Tralasciando gli altri problemi, consideriamo i difetti costruttivi che hanno influenzato direttamente il dissesto dell’elemento d’angolo:
In primo luogo i materiali con i quali è stato realizzato: la totale disomogeneità di materiali sopra descritta è sicuramente la prima causa del dissesto. La funzione strutturale era ormai lasciata soltanto agli elementi in pietra e, probabilmente al paramento murario in mattoni. I mattoni di terra cruda, per quel che riguarda il piano terra erano in pessime condizioni a causa delle infiltrazioni d’acqua ed era evidente che il loro contributo statico era praticamente ininfluente, se non nullo.
Altro aspetto sicuramente secondario ma comunque importante era la totale mancanza di ammorsamento tra le due murature. Vista la non completa verticalità delle stesse ciò contribuiva infatti ad aumentare l’instabilità dell’elemento d’angolo.
Data la condizione di elevato degrado, arrivata a un punto tale da mettere in serio pericolo la stabilità dell’intero edificio, è stato necessario procedere gradatamente. Prima di tutto si è provveduto a mettere in sicurezza il muro di facciata con una “chiave” provvisoria, tenuta da due tiranti in acciaio ancorati alla muratura opposta del corpo di fabbrica.

Si è poi iniziato il consolidamento vero e proprio sostituendo i materiali degradati e integrando le parti mancanti. Sono stati utilizzati mattoni pieni di laterizio e malta di calce idraulica (con una minima aggiunta di cemento per dare maggiore resistenza alla malta). Si è scelto di utilizzare i mattoni cotti e non mattoni di terra cruda perché la presenza dei conci di pietra (alcuni di grandi dimensioni) avrebbe reso impossibile la collaborazione strutturale dei due materiali. Abbiamo visto anche in altre situazioni che perché i mattoni di terra cruda possano contribuire efficacemente alla resistenza statica dell’elemento murario è necessario che il carico che grava su di essi sia ripartito in modo uniforme, senza forti discontinuità. In questo caso sarebbe stato impossibile ottenere una simile condizione se non sostituendo anche i conci di pietra. Ciò però avrebbe significato danneggiare ulteriormente l’elemento d’angolo e avrebbe richiesto comunque un sistema di opere provvisionali ancora più complesso e costoso di quello utilizzato, senza peraltro garantire un risultato migliore. L’utilizzo dei mattoni cotti aveva invece alcuni vantaggi:


Ovviamente il problema della discontinuità dei materiali e dell’ammorsamento di questi con la parte restante della muratura veniva trasferito dall’elemento d’angolo alle parti contermini. Questo problema è stato risolto facendo in modo che gli ammorsamenti della nuova muratura di mattoni pieni non fossero limitati a pochi mattoni in senso orizzontale e a poche file in senso verticale. Sono stati fatti ad intervalli di un metro, un metro e mezzo e, come si vede dalla foto, entrano nella muratura di terra per un metro abbondante. Sono inoltre realizzati con almeno quattro, cinque file di mattoni in modo che in nessun punto della muratura possa venirsi a creare un punto debole nel quale si creino nuove lesioni dovute alla discontinuità dei materiali.
Procedendo lentamente dal basso verso l’alto si è completato l’intero elemento d’angolo e, anche per quanto si può constatare dopo diversi mesi, si è riusciti a ridare continuità alla struttura.
L’intervento sarà poi completato sostituendo il rinforzo metallico, decisamente invasivo, con delle chiavi di dimensioni più ridotte.



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